Ci sono poi quei fine settimana intensi, che ne avresti di cose da raccontare... e invece dormi, dormi tutto il pomeriggio, per recuperare il sonno perso.
Il teorema vì dei post che avrei potuto scrivere e non scriverò mi sembra un buon sistema. Ecco.
Oppure torno a correggere le bozze, va'.
Due chicche da La stampa, edizione di oggi:
Di pensieri e di giorni
Passare dalle campagne mentre le nuvole indecise scelgono la loro nuance, in accordo con i campi di colza (ancora fioriti, come mai? dura così tanto la stagione della colza?).
Accorgersi del ciuffo vivo di fiordalisi a bordo strada, di quell'azzurro presente, che non invade ma è netto, senza compromessi. Di fianco, papaveri stanchi dal rosso sbiadito: hanno fatto il loro tempo.
La casa gialla in mezzo agli ulivi, il tronco marrone: la giornata si apre con un fondale tutto colorato.
Ma i colori della terra e del cielo sono quelli che preferisco.
Niente rosa, niente rossi.
E' tempo di azzurri, di legni, di verde.
Tanto verde, tutte le tonalità più corpose, niente foglioline tenui ma colori decisi, scuri, argentei o salvia, colori adulti che non tengono imprigionati ma liberano, respirano. Camminano sicuri di sè. Si armonizzano.
Une journée
Ieri, shopping virtuale. Con la testa, cioè: il portafogli non avrebbe consentito tutti gli acquisti che avrei voluto. Ma bello ugualmente. E la prossima volta sarà la volta buona. Vestiti, da provare (chè oramai lo so, penso che certe cose siano meravigliose e poi le indosso e l'effetto è agghiacciante); biancheria da scegliere. Ancora una volta, come sempre, innamorata delle tovaglie di cotone colorato, pettinato, bello. E le lenzuola fresche, grandi, luminose e dalla fattura elegante. Niente fiori per me: lo stile romantico non mi appartiene, se non per brevi e fugaci periodi.
Sono una persona focosa.
Diciamo... infiammabile.
La mia apparenza inganna: sembro una personcina pacata.
Invece sono così. Infiammabile.
Ho bisogno di pensare... calmarmi. Prima di aprire bocca.
L'istinto mi porta a fare danni.
Dichiarazioni scorrette.
A criticare la pagliuzza nell'occhio del vicino, ignorando bellamente la mia trave.
Il fuoco è entusiasmo, voglia di fare, di superare le insicurezze (sei pronta? forse NO, ma lo faccio lo stesso). Bello. Mi piaccio, quando sono così. E' anche voglia di sperimentare, curiosità, energia.
Però qualche volta è ira, irrazionalità. Quasi capriccio della volontà prepotente.
Lavoro in corso: salvare l'entusiasmo buttando alle ortiche l'ira. Quella nascosta, distruttiva e inutile.