lunedì, 23 giugno 2008, ore 09:47

Ci sono poi quei fine settimana intensi, che ne avresti di cose da raccontare... e invece dormi, dormi tutto il pomeriggio, per recuperare il sonno perso.

Il teorema vì dei post che avrei potuto scrivere e non scriverò mi sembra un buon sistema. Ecco.

  • Il post sul palio del Niballo e sulla sua classifica finale (1° nero,  2° giallo,  3° verde,  4° rosso, ultimo bianco  - fuori). Quanti bambini under 10 vestiti di giallo. E il megafono con la voce registrata? ("Il rione giallo ha vinto la Bigorda. Ah, ah, ah!"). E il cavallo che non voleva andare avanti? e il caldo? ma la partita... no, dico, la partita! che noia...
  • Il post sulla festa artusiana. (se passi sul nome c'è il link alla pagina web). i cibi i colori la meraviglia della scuola di cucina. conoscere una giornalista della Rai, andare in giro con un operatore che sarebbe da centrifugare per togliergli immediatamente facoltà di parola . scoprire che invece è un bravo operatore (ma la facoltà di parola va tolta comunque). Fame. Voglia di continuare a girare e scoprire cose nuove (curiosità è la parola d'ordine)
  • Il post sulla dignità e sulle domeniche d'estate "ma sa, io ho 84 anni. Sono vecchio!" Detto con uno sguardo pieno di meraviglia, uno sguardo limpido e senza filtri. Commosso e riconoscente, per aver ricevuto una onorificenza dal sindaco della mia città  - che, sia detto per inciso, pare abbia finalmente imparato a vestirsi.
  • Il post sulla mia incompetenza di moda. L'intervista a Giuseppe Zanotti, persona piacevole e brillante. Cadere dalle nuvole quando dicono 'ma sai, è una autorità nel campo del design di moda'. Pensare che un bravo ufficio stampa le dice sempre, queste cose. Sfogliare l'ultimo numero di Elle... e scoprire che davvero Zanotti è un guru nel settore (se passi sul nome c'è il link alla sua pagina web).
  • Il post sugli acquisti frivoli Mi sono immersa nella lettura di  Elle - l'ultimo numero. e mi son resa conto che è una spanna sopra gli altri per i suggerimenti di moda. Ha stile. Ah, ristrutturare il guardaroba...
  • Ci potrebbe anche stare un post sulle dichiarazioni di intenti altrui ('non ti merito' et similia)
  • E magari potrei anche scrivere un post sulle levatacce mattutine
  • Oppure un post sulle gite dei prossimi giorni - gite lavorative
  • Oppure un post sulla ristrutturazione della mia vita. A cominciare da quella lavorativo-economica...

Oppure torno a correggere le bozze, va'.

 

pensiero di monicaBionda
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categoria : vita, sogni, introspezione, esercizi di stile, prove, colori, van gogh, incidenti di percorso, mi sento così, non è vero ma ci credo, lavoro che passione

giovedì, 12 giugno 2008, ore 10:16

Due chicche da La stampa, edizione di oggi:

  • "l'autore del misfatto è un design di New York" - un design? cosa vuol dire un design? un designer...
  • "in fragranza di reato" - ah, sì, l'odore e il sapore dei reati di una volta... flagranza, si dice flagranza!

Di pensieri e di giorni
Passare dalle campagne mentre le nuvole indecise scelgono la loro nuance, in accordo con i campi di colza (ancora fioriti, come mai? dura così tanto  la stagione della colza?).
Accorgersi del ciuffo vivo di fiordalisi a bordo strada, di quell'azzurro presente, che non invade ma è netto, senza compromessi. Di fianco, papaveri stanchi dal rosso sbiadito: hanno fatto il loro tempo.
La casa gialla in mezzo agli ulivi, il tronco marrone: la giornata si apre con un fondale tutto colorato.
Ma i colori della terra e del cielo sono quelli che preferisco.
Niente rosa, niente rossi.
E' tempo di azzurri, di legni, di verde.
Tanto verde, tutte le tonalità più corpose, niente foglioline tenui ma colori decisi, scuri, argentei o salvia, colori adulti che non tengono imprigionati ma liberano, respirano. Camminano sicuri di sè. Si armonizzano.

Une journée
Ieri, shopping virtuale. Con la testa, cioè: il portafogli non avrebbe consentito tutti gli acquisti che avrei voluto. Ma bello ugualmente. E la prossima volta sarà la volta buona. Vestiti, da provare (chè oramai lo so, penso che certe cose siano meravigliose e poi le indosso e l'effetto è agghiacciante); biancheria da scegliere. Ancora una volta, come sempre, innamorata delle tovaglie di cotone colorato, pettinato, bello. E le lenzuola fresche, grandi, luminose e dalla fattura elegante. Niente fiori per me: lo stile romantico non mi appartiene, se non per brevi e fugaci periodi.

pensiero di monicaBionda
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categoria : vita, introspezione, colori, van gogh, mi sento così, passa-tempo

martedì, 10 giugno 2008, ore 10:15

Sono una persona focosa.
Diciamo... infiammabile.
La mia apparenza inganna: sembro una personcina pacata.

Invece sono così. Infiammabile.
Ho bisogno di pensare... calmarmi. Prima di aprire bocca.
L'istinto mi porta a fare danni.
Dichiarazioni scorrette.
A criticare la pagliuzza nell'occhio del vicino, ignorando bellamente la mia trave.

Il fuoco è entusiasmo, voglia di fare, di superare le insicurezze (sei pronta? forse NO, ma lo faccio lo stesso). Bello. Mi piaccio, quando sono così. E' anche voglia di sperimentare, curiosità, energia.
Però qualche volta è ira, irrazionalità. Quasi capriccio della volontà prepotente.

Lavoro in corso: salvare l'entusiasmo buttando alle ortiche l'ira. Quella nascosta, distruttiva e inutile.

pensiero di monicaBionda
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categoria : vita, introspezione, colori, van gogh, mi sento così

venerdì, 09 maggio 2008, ore 14:56

Mercoledì 7 maggio – dal treno che mi porta in Puglia
Che buffa abitudine, quella di viaggiare facendo altro. Leggendo, scrivendo, parlando al telefono, guardando film in dvd sul fido computer portatile. Quanto si perde in questo modo. Quanta vita ci scorre sotto gli occhi senza che la vediamo, semplicemente impegnati a fare altro.
 
Dal treno la lunga striscia blu dell’Adriatico accompagna il percorso – in ritardo as usual – verso terre che non conosco ancora.
 
Una volta avrei voluto andare a visitare l’estremo lembo d’Italia con la compagnia giusta, poi non se ne fece nulla. Oggi quella giusta compagnia abita a Firenze, pesa dieci chili di più ed è cambiato tanto… non sarebbe più la compagnia giusta.
Ci vado da sola, a visitare quella terra. Con uno spirito un po’ diverso rispetto ad allora, ma che mi consente di cogliere – con lo sguardo, dal treno – tutti i papaveri rossi che crescono in mezzo alla sabbia, sul ciglio della strada, sui campi incolti. Lo stesso spirito che non mi lascia guardare il dvd, se ho tanta vita davanti.
 
Venerdì 9 maggio – dal treno che torna dalla Puglia
Accesi. Vivere accesi, è questo il trucco.
Ascoltare ridere chiacchierare osservare raccontarsi accogliere … vivere, in una parola, respirando appieno.
Tra Ostuni e Bari la terra è rossa, quasi come nel senese. Quanti meravigliosi ulivi: grandi, nodosi, contorti e belli. E quanti papaveri rossi, brillanti, luminosi. I colori sembrano amplificati, più strillati sotto il sole, più puri. Mi ricorda Van Gogh e il suo stupore da Arles, in quella terra così più illuminata della sua, così più violenta e impetuosa.
E poi il mare. Mare che ho visto solo dal treno, come ora.
Le case bianche.
Il barocco leccese.
Il gelato dolce e zuccherino alla frutta.
Viaggiare in piedi su un pulmino perché dietro, seduta, sembra di essere un puffo.
Le risate trattenute, che scappano dagli occhi.
 
E le persone?
Ci sono state tante persone in questi giorni. Tante, tutte diverse fra loro. Chi crede nella reincarnazione e nel potere del respiro; chi è uscito dal seminario perché un tempo pensava di diventare missionario saveriano; chi ha scelto di lavorare coi monelli (cioè, con i bambini che non vanno a scòla); il ragazzo in ricerca, attore mancato; l’assessore; la ragazza anoressica e ansiosa; il signore che ‘mio figlio sta in università, io lavoro in Germania, ma ora sono qui e vi terrò io aperto l’albergo per queste notti…’ ‘scusate, di nuovo mi sono scordato lo zucchero – i biscotti – per la colazione vostra’.
I bambini di strada, che chiedono solo affetto e attenzione; i cani randagi che hanno in fondo bisogno delle stesse cose.
Le insegnanti, dalle idee spesso confuse.
 
Mentre continua questo viaggio in questa Puglia infinita, inizio inevitabilmente a ripensare alla vita. Non ho la forza di soffocare i pensieri, chissà se accelerando tornano un po’ più leggeri…
pensiero di monicaBionda
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