attenzione: post sconsolato scritto di getto
così mi ritrovo a uscire, ancora, con gente alla quale non ho più nulla da dire. non so bene perchè, ma mi sono intrappolata da sola - non ho afferrato al balzo la scusa per non uscire, e adesso non posso più tirarmi indietro.
so che non andrà benissimo, eppure erano mie amiche, ho cercato la confidenza con le unghie e con i denti, mi spiace lasciare andare così. non so come chiamarlo, se non "malinteso senso del rispetto" che a volte mi prende e mi fa dire, ancora e ancora, che magari sono io . magari sarebbe meglio di. e poi forse che.
così mi preparo.
mi faccio bella, nei limiti del possibile, metto le lenti a contatto e la maglia scollata, un filo di trucco e la mantella. Mi rendo 'limpida dentro'. Cerco la voglia di stare insieme.
Poi arrivo all'appuntamento... che naturalmente viene lisciato da tutte.
Si trovano 100 metri più in là, e mentre mi telefonano per dirmi 'siamo in piazza xxx, ti aspettiamo' constato come ancora una volta non sono stata capace di farmi servire:
io, con il collare, la spalla bloccata e a piedi devo raggiungere le altre, sane, tutte in macchina.
Un errore di comunicazione, da correggere prima o poi - possibilmente prima della vecchiaia.
Partiamo.
Dove si va?
Siamo alle solite... propongo tre locali diversi, vengono accolti tutti... ma non ci possiamo triplicare, decidiamo di passarli uno per volta in modo da trovare quello che ci si confà.
Alla seconda ce la facciamo.
Un bel locale, che a me piace molto: ci ho portato già un sacco di gente. una osteria con cucina, un po' cantina un po' taverna un po' posto per chiacchierare con le biciclette appese sul soffitto.
e si parla, si parla.
quante parole "senza costrutto".
quante parole con il vuoto dietro.
non parole di allegria, di luce, di frivolezza consapevole. Oppure parole di serietà, di vivacità intellettuale....
no.
si parla "male" delle assenti - e non mi piace.
Quando mi si chiedono lumi. del mio incidente, della mia vita - di quel che mi accade, insomma - non sento interesse: mi sembra di essere interrogata. Non partecipazione, ma curiosità per una vita diversa e lontana.
Ecco... non mi va.
Ho voglia di condividere, non solamente di raccontare.
Di rendere partecipi, non di presentare con le parole più brillanti un episodio.
E non ho voglia di parlare di lavoro.
Avrei tanto da dire: della morte della zia, del mio incidente, delle cose belle che hanno inframmezzato le mie giornate. Di parte di quelle cose che voi, che leggete, sapete.
Eppure non ci riesco più.
Come se ci fosse un muro, tra me e queste "amiche" con le quali un tempo riuscivo a dire.
Magari non tutto, ma almeno qualcosa.
Non so: non mi sento più a mio agio.
Non mi sento capita... mi sembra che vogliano solo sentire racconti 'leggeri'.
Ma io non ho più energie per tenere in piedi rapporti così, di superficie: la vita è talmente piena di cose dense e belle e brutte e ricche che non ha senso incontrarsi una volta ogni tanto solo per dirsi che il lavoro va bene e i colleghi sono simpatici.
Corriamo su binari diversi. E' un peccato.
e la fatica di tenere chiusa la parte vulnerabile di me, per una intera serata, mi fa venire il magone.
consapevolezza - che non siamo più affini, che la vita ci ha divise
coraggio - di allentare legami tenuti in piedi solo per convenienza.
.... ricevo una mail privata da un'amica, che scrive a me e ad altre - tutte donne. Voleva essere una letterina di invito per incontrarci, ma è uscita un po' cosi... Parte chiedendo quando avremmo dovuto incontrarci, e si risponde da sola:
Ho l'impressione che la comunicazione aziendale, come un enorme blob, abbia invaso tutta la sua posta!!
nota di servizio: caro amico austriaco che leggi queste pagine, presentati! 
Riassunto delle puntate precedenti:
Situazione attuale:
Ipotesi future:
aggiornamento del venerdì mattina: come volevasi dimostrare, le amiche del pickwick disertano in massa la proposta di passaggio in piazza, questa sera. Strano! Ognuna con motivazioni diverse. Per carità, tutte legittime e tutte giustificabili. Però tutto as usual. Direi che da' abbastanza la misura dei rapporti. Oggi sono un po' suscettibile a riguardo. Ecche*****.