Come posso dire come passa il tempo
come posso dire come passalento...
mani e faccia da uomo fanno poca pena
alle nostre intelligenze da cani alla catena
Un lungo viaggio, mal vissuto questa volta.
Cielo cupo e gonfio, campi verde livido, controllori irosi e rigorosi contro passeggeri strafottenti e furbi.
Il tutto affogato nel nulla color inchiostro, per l'ultimo tratto.
Saremmo potuti essere in una dimensione parallela...
Poi il solito contrattempo in zona Cesarini ("Prendi la stradina in salita" non significa "percorri la scalinata di mattoni rossi in salita", ma proprio "segui la stradina in salita, a sinistra". O no?). 500 metri in più, con la valigia e il computer, in salita su una creuza de mà ha riportato anche questo viaggio nei binari del conosciuto. Tutto va come deve andare. Tutto torna.
E' così ch si ripensa a tutto l'amore detto
è così che si ripensa a tutto l'amore scritto ch'era
acqua da bere, fame e sete da morire
ma come passa il tempo non sappiamo dire.
Nota a futura memoria:
Liguria e Puglia hanno conformazioni territoriali diverse.
Lo zaino a spalle non serve in piatta-puglia; ma in Liguria sì. Soprattutto considerando le centinaia di gradoni che separano l'ingresso del B&B dalla strada. Quella in salita.














abbiamo il direttore nuovo!!!














Fai come me, mi dice... mi suggerisce questo, per la prossima settimana (sì, parlo di Rob Brezny).
Appreciate those who don't appreciate you,
especially if they are doing good work that can benefit you and others.
Ma non sono del tutto sicura di essere in grado di fare ciò. Non lo sono affatto.
Comunque, intanto domani si parte- domani pomeriggio- per la Liguria, e le chiacchiere cicaleccianti tra donne, che potrebbero trasformarsi in dialoghi sui massimi sistemi (non si può mai sapere dove ti porterà una conversazione).
Delle cose dei giorni scorsi, il fastidio stupido pare sia esattamente quello (un fastidio stupido) corredato però da un inatteso imprevisto... sul quale occorrono altre indagini. Tra un po'.
Lo scaramantico tacere su un evento si mantiene... l'evento avviene mentre scrivo.
Il nervoso latente rimane. Forse ho necessità di sonno? O di estate? O di neve? O....
Ma potrerbbe trattarsi della solita SPM... nessuna paura, in quel caso.
Temporali. Si scatena il cielo... e piove. Aspetteremo prima di uscire.
ho sognato, stamattina tra una sveglia e l'altra.
Ho sognato la mia mamma in cucina -
la vecchia cucina, della casa di Torino,
con la porta bianca (ma non era bianca davvero)
con la maniglia di ottone (ma non era di ottone davvero)
e con il tavolo in formica finto legno nella solita posizione (questo sì, tutto giusto).
Lontana, sembrava così lontana.
Ho bussato e le ho chiesto se potevamo entrare a salutare, mi ha detto di no, con l'aria dei giorni peggiori, quando non ha voglia di parlare con nessuno e se le chiedi 'mamma cos'hai' invariabilmente la risposta è 'niente.' Sembrava sofferente. Insomma, non proprio. Ma lontana.
Uscivo dunque dalla cucina, per dire al mio accompagnatore che no, non potevamo entrare a salutare.
A raccontarlo sono perplessa, ma nel sogno era una cosa normale, che non desta stupore e che viene accettata con naturalezza.
Usciamo, e andiamo a sederci sotto un albero dalla grande chioma verde scuro.
Un sempreverde (abete, o larice, o pino)?
Un leccio?
Un ... non lo so?
Ecco, un non lo so!
Comunque, un grande albero dalla chioma larga e scura, con ciuffetti di foglie verde pallido, appena nate.
Stavamo sotto l'albero, come quando da bambini ci si nasconde sotto i teloni per giocare.
Anche la sensazione era la stessa: di gioco, bello, con tutto il mondo a disposizione. Anche il mio cane si è infilato sotto l'albero a godere del sole che filtrava dai rami. Noi stavamo seduti, a parlare e a riposare, in pace.