Rientro a casa domenica sera dopo due giorni milanesi e altrettanti piemontesi... stanca, sfatta e spappolata.
Eppure la mamma mi guarda e
dovrebbe vedere un viso pallido e stanco, capelli scombinati e giacca un po' sbilenca. Invece
non so bene cosa vede, ma mi dice un po' meravigliata e un po' contenta "come sei bella!" e alla mia espressione perplessa specifica "davvero, non hai l'aria stanca!"
Grazie, mamma. Soprattutto perchè mi vedi, sempre.
ps: che strano effetto, per la prima volta dopo due anni e passa, arrivare nella mia città d'origine e non incontrare un amico. Non siamo allineati, stavolta.... chissà.
decisamente. sì.

Attenzione, questo è un post mangereccio...
Il respiro della festa, a casa mia, passa dall'entusiasmo di mio padre che si illumina qualche giorno prima domandando a tutti "Beh, e noi cosa prepariamo per XXX (sostituite le x con una festività a caso - Natale, Pasqua, il compleanno di... )??"
Da lì si parte per improbabili avventure gastronomiche che di solito si orientano su territori conosciuti. Niente di strano o troppo distante dalle abitudini, solo qualche lieve sperimentazione che, se approvata, diventerà parte dell'universo conosciuto alla prossima decisione culinaria.
Commensali:
mamma,
papà,
Paolo,
io ...
e un amico di mio fratello, lasciato a casa da solo dai genitori di indole vacanziera. E non sia mai che lasciamo qualcuno a casa da solo in un giorno di festa!
(ah, sì, anche il cane!)
Menu del pranzo di domenica 23 marzo:
Peperoni gialli con acciuga - scottati alla fiamma
Gnocchi alla romana
Bollito misto con accompagnamento di
bagnèt verde, maionese fatta in casa, senape media, salsa tonnata (variazione)
Insalata soncino
Zabajone
mele cotte al forno, aromatizzate alla cannella
caffè e colomba pasquale