da un altro blog, in realtà. l'ho trovato bellissimo....
Un giorno ti guarderai indietro e dirai: ho sofferto spesso, ho sbagliato qualche volta, ma ho amato. Sono io che ho vissuto, e non un simulacro creato dal mio orgoglio e dalla mia noia.
George Sand
ma fantasticando un viaggio, ovvio. Mi sembra decisamente un buon modo.
Una capitale estera? Sulla scia del mio fratellone che sta partendo ora per Budapest per partecipare a un matrimonio... Avete proposte?
edit delle 12.11: certo che se diluvia così, a tuoni e lampi e fulmini, accidenti.... 
[questo è malinconica mode on]
Venerdì di pioggia e vento. Giornata da fine delle ferie, davvero.
Un amico in crisi ha dichiarato "Ho paura di tornare indietro (a un periodo difficile di situazione non felice)". "Non temere, si va sempre avanti, non stai tornando indietro" è la reazione generale.
Ecco.
Non tornare indietro.
Avere imparato dai propri errori, non fossilizzarsi, non ripetere schemi già vissuti....
Io sto andando avanti? Oppure no? Il mio assaporare gli avvenimenti non rischia di farmi stare "al palo"?
E le persone che conosco - quelle a cui tengo - stanno camminando per una vita vita, oppure si sono comodamente adagiate in una situazione non "giusta" ma "accogliente"?
[continua ad essere malinconica mode on]
Avrei cose serie da affrontare, che sarebbe anche meglio non rimandare. Ma mi sono fatta sfuggente, scivolosa, divagante. Pur avendo voglia di parlare, divago. Come?
Per esempio faccio compere:
Cicaleccio, chiacchiero, mi mantengo sulla superficie delle cose. Dico piccole bugie innocenti per me o per conto terzi ("Monica, non dire che ho tre punti sul ginocchio, non se ne sono accorte" "Monica, non raccontare alla nonna che mi devono operare", "Monica..."). Ricevo regali per cui mi entusiasmo. Ecco: sono così, mi fa gioire il dono inaspettato (l'avevo già raccontato, qui). Dormo in pace nella "mia" città - che buffo, capita sempre così - e mi sveglio rilassata.
eccetera eccetera
(nella foto, il mio cane decisamente stanco...)