volevo segnalare I persecutori, di una casa editrice minuscola - credo, ma non ne ricordo il nome.
E' un libro uscito ora. Merita (ok, non l'ho letto, ma conosco uno degli autori, e mi piace molto come scrive)
aggiornamento delle 16.40: ecco, adesso sì, passando sul titolo si va al link della pagina di presentazione del libro!!!
Uno dei pericoli della comunicazione via blog è il fraintendimento dei toni e delle parole. Capita spesso, e capita anche che a volte su blog passino alcune dinamiche di relazione.
... immediatamente penso a cosa potrebbe accadere allora se si mettessero a comunicare via blog le mie colleghe... 
In giro, questa mattina, ho aperto gli occhi.
Ho visto un ragazzo cieco con il suo cane guida (un bel labrador crema) prendere il treno con me. E rinunciare ad entrare nello scompartimento, perchè sui treni italiani gli scompartimenti sono peggio dei labirinti.
Ho visto un manager rampante che non osservava nessuno, viaggiava a testa alta come se tutto gli fosse dovuto. E non è l'abbronzatura, nè il completo di ottimo taglio, che fa di te un'ottima persona. Anzi.
Ho visto un - uomo? donna? non so - con il volto completamente rovinato, credo dalle ustioni: l'espressione del viso era come di quelle maschere di cera, un po' ebete. Ma gli occhi, quelli erano pieni di rabbia e sofferenza.
Ho visto mendicanti (veri o falsi) che calcavano sulle disgrazie fisiche per impietosire.
Ho visto un gruppo di giovani zingare: una di loro aveva in braccio il suo piccolo, bello, sorridente e pulito.
Ho pensato che sempre- sempre- al primo posto dovrebbero stare la dignità e il rispetto della persona umana.
Ok, lo so, sto di nuovo usando il blog per comunicazioni di servizio. Ma
aggiornamento pomeridiano: a proposito di libri, ieri sera mi hanno consigliato la lettura di Malamud. Ho lasciato parlare, chiedendomi perplessa se io avessi già letto qualcosa di suo... mah...eppure mi pareva... finchè ecco l'illuminazione. Ma certo, Il commesso! La storia del commesso italiano che va a lavorare per il commerciante ebreo. Quel tratteggiare figure tristi, un po' angosciose ma collegate alla terra, quasi quotidiane.
Non è il mio stile (prediligo scritture più... come dire... luminose) ma ammetto che mi era piaciuto molto!