mercoledì, 31 agosto 2005, ore 08:00
Non penserete che abbiamo già finito, vero?
Parlo del trasloco
sì, il trasloco
Quella cosa, quel "blob" che ha preso la sua forma definitiva il 4 luglio, e che sta invadendo le nostre vite... (la mia un po' meno, perché quando posso scappo!)
Cronache di un trasloco annunciato, part 257
Siamo nella casa nuova da due mesi ormai. E c'è, se possibile, più caos di prima.
I motivi sono facilmente identificabili:
*i lavori non sono completati
*abbiamo aggiunto mobili (dalla casa della nonna)
*non ci possiamo dedicare all'improbo compito mattino, pomeriggio e sera
L'altroieri sono venuti gli antennisti. Così adesso la tv si vede, e si vedono tutti i canali... in compenso in sala l'armadio credenza è stato svuotato (per riuscire a spostarlo, occultava la zona passaggio fili e antenna), e il mobile che stava sotto il televisore (che noi teniamo in cucina) è finito anch'esso in sala... peccato che si tratti di un congelatore gigante e inutilizzato!
Ieri decisione storica: mettiamo la porta-muro che separa la scala interna dall'appartamento vero e proprio. Porta che era "provvisoriamente" appoggiata nella zona disimpegno, e che doveva passare dal vano per giungere alle scale.
Ecco: il tentativo di far passare il molosso ha prodotto danni su tutti i muri esistenti o quasi. Ed è riuscito solo a fine giornata, of course!
Nella zona disimpegno, finalmente libera, decidiamo di posizionare il cassettone e l'armadio che arrivano dalla casa della nonna, ma... nuovo problema: al cassettone manca un cassetto, perso nelle quattro ore di tragitto dal piemonte alla romagna. Perso? Perso. Come, non si sa... fino alle 21 di ieri sera, quando per un lampo di genio ricostruiamo il percorso del cassetto solitario...
... rimasto sul camion, sopra la cabina di guida.
L'impresa di stamattina è quella: il recupero del cassetto perduto, dal noleggiatore che ci ha affittato il camion!
pensiero di monicaBionda
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martedì, 30 agosto 2005, ore 11:25
Tornano le serate del circolo Pickwick. Almeno, tornerebbero se riuscissimo ad incastrare gli impegni dell'una e dell'altra...
Già la scorsa settimana non siamo riuscite a ritagliarci una miserrima mezza giornata di mare, almeno proviamo a combinare una uscitina in relax, no?
fosse facile...
Dallo scambio di email di ieri-oggi si evince che:
P. e D. possono mercoledì e venerdì
D. e E. possono giovedì
M. e E. possono oggi
... P. stasera può solo tardi, E. non ha ancora dato segno di vita, D. per stasera non ce la fa...
Mercoledì non ci sono io, né E., giovedì non c'è P., venerdì è un casino... Come al soltio, andremo a finire tra due settimane...
Ah, ma io il prossimo weekend vado verso casa della nonna :-))
pensiero di monicaBionda
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lunedì, 29 agosto 2005, ore 07:29
Succedono tante cose in questo periodo. A me, ma anche a chi mi sta vicino.
Nel giro di due settimane sono nate Margherita, Benedetta e xxx (non lo so, il maschietto figlio della conoscente di una collega, nato stanotte).
Tre bimbi in tre famiglie diverse. Anche famiglie non convenzionali, di semplici conviventi.
Ecco, appunto, la convivenza.
Mi è sempre sembrata una soluzione "facile", oppure funzionale.
Mi spiego meglio.
caso A: coppia con difficoltà pratiche
Se uno dei due è separato, divorziato o vincolato a tempi burocratici, allora posso capire la convivenza "strumentale", che dura fino a quando non cambiano le condizioni base: insomma, una convivenza a tempo magari non condivisibile, ma comprensibile
caso B: coppia senza difficoltà pratiche apparenti
Ecco, qui ho sempre fatto più fatica. Cioé, se due persone sono libere e singole entrambe, andare a vivere insieme senza sposarsi mi ha sempre dato l'idea di una soluzione di ripiego: parlo ovviamente per chi si professa credente, perché mi sembra una contraddizione in termini. Ma anche per chi è dichiaratamente non credente, perché non vedo il motivo di rifiutare il matrimonio civile, un impegno davanti allo stato e una tutela per i coniugi.
Ma negli ultimi tempi sono talmente accerchiata da persone che convivono, e delle quali comprendo alla perfezione le motivazioni, che sto cominciando a pensare che ogni convivenza è da valutare per la situazione contingente, e che davvero non si può generalizzare.
Voi cosa ne pensate?
pensiero di monicaBionda
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venerdì, 26 agosto 2005, ore 15:34
Ci sono diverse cose della mia infanzia che sono rimaste lì, confinate in un angolo della mente e ripescate al momento giusto per inserire il tassello nel quadro che, finalmente, cominciava ad avere un senso.
Parlavo di questo, ieri con la mia mamma.
E ho ricordato una cosa della quale non ho mai avuto il coraggio di parlare: la pubblicità degli assorbenti per signora (si chiamavano così, allora: quelli con le ali, e le signorine paracadutiste non erano ancora arrivate).
Per una serie di motivi, mi avevano già spiegato, alla veneranda età di sette anni, il meccanismo delle mestruazioni, onde evitarmi possibili traumi (le mie cugine, e quasi tutta la parte femminile della famiglia, avevano avuto il menarca decisamente presto...).
Ciò nonostante... mi chiedevo come mai le mamme tornavano a farsi la pipì addosso, tanto da aver bisogno tutti i mesi dei pannolini...
pensiero di monicaBionda
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